Skin gritting ecobio, cos’è e quali prodotti scegliere

skin gritting

Skin gritting, che cos’è? Si tratta di un metodo di pulizia profonda del viso, declinato in tre passaggi, che promette di liberare la pelle dagli odiatissimi punti neri. Una tendenza americana che si è presto diffusa nel web, suscitando la curiosità di tutte le appassionate di skin care in giro per il mondo. Foto e video sui social mostrano i risultati di questa pratica: tanti piccoli granellini neri fuoriusciti senza apparente sforzo dai pori e una pelle finalmente libera dalle impurità!

Funziona davvero?

Secondo quello che possiamo vedere in rete sembrerebbe il metodo definitivo per liberarsi una volta per tutte dei punti neri. In realtà le opinioni sono abbastanza controverse: qualcuno afferma che i granellini che si formano non siano comedoni, ma residui della maschera utilizzata o pelle morta. Tutti concordano invece sulla morbidezza e pulizia del viso dopo aver effettuato il trattamento. Come spesso accade in cosmesi, quindi, l’unico modo di sapere se questo metodo funziona per sé è provare.

Come fare lo skin gritting

Il metodo è costituito da 3 semplici passaggi. Questo è ciò che ci occorre:

  • Un olio detergente per il viso
  • Una maschera all’argilla (qualcuno utilizza anche una maschera al carbone in alternativa). Deve essere una maschera a risciacquo, non peel-off.
  • Un pannetto in microfibra

Ed ecco il procedimento:

  • Applicare sul viso l’olio detergente e massaggiarlo leggermente. Questo passaggio dovrebbe ammorbidire i punti neri in modo da favorirne la fuoriuscita. Per il principio dell’affinità infatti, una sostanza grassa permette di scioglierne un’altra. Pulire poi il viso con acqua tiepida ed il pannetto in microfibra.
  • Stendere quindi la maschera all’argilla (o al carbone) e lasciarla in posa per il tempo indicato, solitamente 10 minuti. Le proprietà purificanti della maschera favoriranno la fuoriuscita delle impurità.
  • Dopo aver risciacquato il viso si procederà quindi all’ultimo step: stendiamo nuovamente l’olio detergente e massaggiamolo a lungo. Continuando a massaggiare per 5-10 minuti dovremmo cominciare a sentire sotto le dita i granellini che si formano.
  • Risciacquiamo quindi nuovamente l’olio. A questo punto dovremmo sentire la pelle fresca e pulita. Se vogliamo possiamo tamponare sul viso un dischetto imbevuto di tonico idratante per concludere la pulizia.

Ci sono controindicazioni ?

Il metodo dello skin gritting può risultare un po’ aggressivo per le pelli più sensibili, affette da acne, eczema o rosacea. In questi casi è meglio quindi scegliere prodotti più delicati, non lasciare asciugare completamente la maschera sul viso, massaggiare la pelle con leggerezza e non troppo a lungo. Sarebbe consigliabile anche non ripetere il trattamento con troppa frequenza: se una pelle senza particolari problemi può ripeterlo massimo una volta a settimana, un’epidermide più sensibile dovrebbe limitarlo a non più di una volta al mese.

Skin gritting ecobio: quali prodotti utilizzare?

Fare un trattamento di skin gritting con prodotti interamente naturali è molto semplice: basterà utilizzare un olio naturale, preferibilmente leggero, come riso o jojoba, e come maschera della semplice argilla ventilata del tipo che preferiamo, da miscelare con acqua.

Se vogliamo un prodotto pronto non mancano le proposte cosmetiche. Per quanto riguarda l’olio, un buon prodotto è l’organic cleansing oil di Avril, o l’Unscented Face Cleansing Oil di Badger Balm. Entrambi hanno formulazioni delicate adatte anche alle pelli sensibili.

Per quanto riguarda le maschere la scelta è illimitata: dalla maschera all’argilla di Antos, all’argilla bianca de La Saponaria. Interessanti anche le proposta di Biofficina Toscana: la maschera all’argilla viola, detox e lenitiva, o quella all’argilla oro, detox e purificante. Per chi preferisce invece fare lo skin gritting con la maschera al carbone, un ottimo prodotto è la black cleansing face mask di Natura Siberica, o la maschera attiva al carbone di Sante.

Cosmesi

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