Vite parallele: quando una scoperta ti cambia la vita
Ciao a tutti, scrivo qui perché ho il cuore a pezzi e non riesco a smettere di tremare. Mi chiamo Serena, sto con Andrea da sei anni e conviviamo da tre. Siamo la classica coppia “rocciosa”: mai una crisi vera, tanti progetti, stavamo parlando di comprare casa e cercavamo un bambino da qualche mese.
Tutto è cambiato stamattina per una stupidaggine. Andrea ha rotto lo schermo del suo smartphone e, in attesa di portarlo a riparare, ha tirato fuori dal cassetto il suo vecchio telefono, un modello di tre o quattro anni fa. Lo ha messo sotto carica ed è uscito a correre, lasciandolo acceso sul tavolo.
È arrivata una notifica. Un’anteprima di un messaggio su un’app che non usava da tempo. Il nome era “Giulia – Lavoro”. Il messaggio diceva: “Mi manchi. Ho sognato di nuovo quel pomeriggio a Parigi. Dimmi che non è finita davvero.”
Parigi. Andrea è stato a Parigi per un “seminario di formazione” di tre giorni lo scorso ottobre. Io non potevo andare perché ero sommersa di lavoro. Mi mandava foto della Torre Eiffel da solo, mi diceva che si annoiava alle conferenze.
Ho iniziato a scorrere. Non era un’avventura di una notte. Era una storia parallela che andava avanti da due anni. Due anni di “cene aziendali”, “straordinari” e “weekend di team building”. Ho trovato foto di loro due, felici, in posti dove lui diceva di essere per lavoro. Ma la cosa che mi ha ucciso non è stata la scoperta del tradimento in sé, è stata la menzogna metodica.
C’erano messaggi in cui lui le scriveva: “Serena sospetta, stasera non chiamarmi, devo fare la parte del fidanzato perfetto”. E poi, dieci minuti dopo, mandava a me un messaggio con scritto: “Sei la donna della mia vita, non vedo l’ora di tornare a casa da te”.
Mentre io programmavo il nostro futuro e calcolavo i giorni dell’ovulazione per avere un figlio, lui calcolava i tempi per non farsi scoprire tra una città e l’altra.
Il colpo di grazia? Ho scoperto che lei non sa nulla di me. Lui le ha raccontato di avere una coinquilina problematica, una ex che non vuole lasciare la casa per problemi economici e che lui sta aiutando per “bontà d’animo”. Io, la sua compagna di vita, ridotta a una “coinquilina fastidiosa” per poter andare a letto con un’altra senza sensi di colpa.
Lui tornerà tra mezz’ora. Sente la chiave nella toppa proprio ora. Io sono qui, sul divano, con quel vecchio telefono in mano e la vita distrutta. Non so nemmeno se urlare o restare in silenzio e guardarlo mentre mi dà il solito bacio sulla fronte, mentendo ancora una volta.
Fa male da morire. Come si fa a cancellare sei anni in un secondo?




