Il sapore amaro della cenere: quando il “Noi” diventa un “Io e Te”
Ciao a tutti, scrivo da un profilo che eliminerò tra un’ora. Ho bisogno di svuotare il sacco perché la pressione nel mio petto è diventata insopportabile. Ho 29 anni e sono parte di quello che tutti chiamano “il quartetto perfetto”. Io e la mia migliore amica, Chiara, siamo cresciute insieme. Abbiamo condiviso tutto: il primo rossetto, le lauree, i pianti. Quando lei ha incontrato Andrea, quattro anni fa, e io mi sono messa con Matteo, sembrava che il puzzle della nostra vita fosse finalmente completo.
Usciamo insieme ogni sabato. Vacanze in Puglia, weekend in montagna, cene infinite a parlare di futuro. Matteo è l’uomo che ogni madre vorrebbe per la propria figlia: rassicurante, metodico, un architetto di successo che ha già pianificato dove metteremo la culla tra due anni. E io lo amo. O almeno, credevo di farlo fino a sei mesi fa.
Il meccanismo si è rotto durante un weekend in cui Chiara e Matteo erano andati a dormire presto, lasciando me e Andrea sul balcone a finire l’ultima bottiglia di vino. Abbiamo iniziato a parlare non di progetti, ma di paure. Ho scoperto che dietro la maschera solare di Andrea c’è un uomo che si sente invisibile, proprio come mi sento io quando Matteo pianifica la mia vita senza chiedermi se sono felice.
In quegli sguardi, tra il fumo di una sigaretta e il freddo della notte, è nato qualcosa di mostruoso e bellissimo. Una polarità magnetica che ci ha risucchiati. Da allora, il nostro gruppo è diventato un teatro dell’assurdo.
Il momento più atroce? Sabato scorso. Eravamo a cena tutti e quattro. Chiara rideva, raccontando di quanto fosse felice della loro nuova casa, e mi stringeva la mano sotto la luce della lampada, ringraziandomi di esserci sempre. Contemporaneamente, Andrea mi sfiorava il piede sotto il tavolo, un contatto elettrico, proibito, disperato. Mi sono sentita un mostro. Guardavo la mia migliore amica, la sorella che non ho mai avuto, e intanto desideravo l’uomo che le sedeva accanto con una fame che mi toglieva il sonno.
Per il racconto dettagliato clicca qui
Non è solo sesso. È che io e Andrea parliamo una lingua che Chiara e Matteo non conoscono. Siamo fatti della stessa materia inquieta. Ci mandiamo messaggi in codice durante le cene di gruppo, piccoli segnali che solo noi possiamo cogliere, trasformando ogni nostra uscita a quattro in un campo minato di sensi di colpa e adrenalina.
Ora sono a un bivio che mi sta uccidendo. Se resto con Matteo, scelgo una vita di sicurezze e menzogne, guardando Chiara e Andrea invecchiare mentre io muoio dentro ogni volta che lo vedo baciare lei. Se confesso, distruggo un’amicizia decennale, spezzo il cuore a un uomo d’oro come Matteo e rendo Chiara la persona più sola del mondo. E la cosa peggiore è che Andrea mi ha detto: “Io lascio lei se tu lasci lui. Domani. Ma sappi che ci odieranno tutti”.
Come si fa a scegliere tra la propria lealtà e la propria felicità? Qualcuno ha mai avuto il coraggio di radere al suolo una “famiglia” di amici per un amore che non dovrebbe esistere? Mi sento una predatrice nel mio stesso branco.




