La prigione della perfezione: “Siamo la coppia che tutti invidiano, e io sto morendo dentro”

Ciao a tutti, mi chiamo Valeria e oggi porto un peso che non riesco più a reggere. Se vedeste le mie foto, vedreste una vita perfetta: viaggi incredibili, una casa da rivista, noi due sempre sorridenti e coordinati. Lui è l’uomo che tutte vorrebbero: di successo, generoso, protettivo. Ma la verità è che viviamo in una gabbia d’oro dove le sbarre sono fatte di aspettative e apparenze.

Lui controlla tutto. In modo gentile, quasi impercettibile, ma lo fa. Sceglie lui come dobbiamo vestirci per gli eventi, sceglie lui quali amici frequentare, sceglie lui persino come devo pettinarmi perché “così stai meglio”. Se provo a ribellarmi, usa la carta del vittimismo: “Dopo tutto quello che faccio per te, mi rispondi così?”. Mi sento come una bambola di porcellana messa in una vetrina per mostrare quanto lui sia un compagno perfetto.

Non so più chi sono io sotto tutti questi strati di “perfezione”. Mi sento svuotata di ogni desiderio, di ogni iniziativa. Quando siamo soli, il vuoto è assordante. Non abbiamo nulla da dirci che non riguardi la nostra immagine sociale o i nostri impegni. Sto vivendo una vita che non mi appartiene per non deludere lui, le nostre famiglie, il mondo intero che ci vede come “la coppia ideale”. Ma stanotte, mentre lui dormiva tranquillo, io mi sono chiusa in bagno a piangere e ho desiderato di essere ovunque, anche in una stanzetta povera, purché libera di respirare. Qualcuno è mai scappato da una vita “perfetta” per salvare se stesso? Ho una paura folle di distruggere tutto, ma se resto sento che di me non rimarrà più nulla.

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