Il peso del tuo buio: Quando l’amore non basta a salvarti
Ciao a tutti, scusate se scrivo solo ora, ma ho passato le ultime ore a fissare il vuoto e non so più dove sbattere la testa. Mi chiamo Elisabetta e oggi mi sento la persona più fallita della terra. Sto con un uomo che amo più della mia stessa vita, un’anima fragile e meravigliosa che però sta lentamente affogando nel suo stesso malessere, e io sto annegando con lui.
Da due anni la nostra vita non è più fatta di progetti, ma di sopravvivenza. Lui soffre di una depressione profonda, di quelle che ti tolgono la voglia di alzarti dal letto, di lavarti, di guardare la luce del sole. All’inizio pensavo: “Io lo salverò. Con il mio amore, con la mia pazienza, lo riporterò a galla”. Ho annullato tutto. Ho smesso di uscire perché mi sentivo in colpa a divertirmi mentre lui restava al buio. Ho smesso di parlare dei miei problemi perché i suoi erano sempre più grandi, più urgenti, più spaventosi.
Ma stasera è successo qualcosa che mi ha spezzato il cuore in un modo che non credo si possa riparare. Ho cercato di abbracciarlo, di dirgli che insieme ce l’avremmo fatta, e lui mi ha guardata con degli occhi così vuoti, così privi di luce, che ho capito la verità: lui non mi vede più. Io non sono più la sua compagna, sono diventata la sua ombra, la sua infermiera, il muro a cui si appoggia per non cadere. E la cosa più atroce è che lui ha iniziato a odiarmi proprio perché io sono quella che cerca di salvarlo. Mi respinge perché la mia voglia di vivere gli ricorda quanto lui sia morto dentro.
Mi sento un mostro anche solo a pensarlo, ma sono sfinita. Ho trent’anni e mi sento come se ne avessi ottanta. Mi mancano le risate, mi manca fare l’amore senza sentire quel senso di tristezza infinita, mi manca non dover pesare ogni singola parola per paura di scatenare una crisi. Lo amo da morire, ma sento che se resto ancora un po’ in questa casa, se continuo a respirare questa polvere di dolore, finirò per sparire anch’io.
Come si fa a scegliere tra la propria vita e quella della persona che ami? Come si fa ad andarsene sapendo che lui, senza di me, potrebbe non farcela? Mi sento una traditrice, una vigliacca, ma oggi ho capito che il mio amore non è un farmaco. È solo un testimone muto di una tragedia che non posso fermare. Vi prego, qualcuno mi dica che non sono una persona orribile se sto pensando di salvarmi e scappare via.
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