“Il problema non è che lui non mi ama… è che non sono l’unica”
Ciao a tutti,
non so nemmeno da dove iniziare.
Ho 35 anni e sto vivendo una storia che, fino a poco tempo fa, avrei giurato fosse solo mia. Una di quelle relazioni complicate ma intense, fatte di sguardi, silenzi e promesse non dette ad alta voce.
Lui è sposato.
Sì, lo so cosa state pensando. E vi assicuro che me lo sono detta da sola mille volte.
Quando l’ho conosciuto mi ha detto che era “in crisi”, che dormiva sul divano, che il matrimonio era finito da tempo ma che per “motivi familiari” non poteva ancora lasciare casa. Io non volevo crederci… ma volevo lui.
E all’inizio era tutto così travolgente da farmi dimenticare le domande.
Mi chiamava ogni sera. Mi scriveva la mattina presto. Mi faceva sentire come se fossi l’unica cosa vera nella sua vita.
Poi ho iniziato a notare le crepe.
Le chiamate interrotte all’improvviso.
I weekend “impossibili”.
Il telefono sempre girato con lo schermo verso il basso.
E quel modo strano di sparire nei momenti in cui avrei avuto più bisogno di lui.
Quando gli ho chiesto la verità, ha pianto.
Mi ha detto che mi ama, che sono diversa, che con me “è vivo”. E poi ha aggiunto che non può ferire sua moglie, che ha bisogno di tempo, che devo aspettare ancora un po’.
“Solo un po’.”
Ma io sono lì da quasi due anni.
E la verità che mi fa più male non è che lui sia diviso tra due vite.
È che io sto iniziando a capire che lui non sta scegliendo nessuna delle due.
Sta solo restando dove è più comodo.
E io?
Io sto diventando quella che aspetta in silenzio una scelta che forse non arriverà mai.
Vi chiedo una cosa sola:
quando l’amore ti chiede di aspettare per sempre… è ancora amore o è solo paura di restare soli?
— Una donna che si è persa mentre cercava di essere “la scelta”




